Autoemoterapia - a cura del Dott. Mario de Veredicis
Una terapia che utilizza il proprio sangue per stimolare il sistema immunitario e favorire il benessere.
Metodica utilizzata da oltre 100 anni e quasi scomparsa dopo gli anni 50. Veniva comunemente usata nei reparti ospedalieri. Affatto conveniente dal punto di vista economico delle grandi industrie farmaceutiche, è stata resa obsoleta.
Si tratta di una risorsa terapeutica a basso costo, semplice, che si riassume nel prelevare una modesta quantità di sangue da una vena e iniettarla in un muscolo (in genere gluteo), stimolando così il sistema reticolo-endoteliale (sistema immunitario) e quadruplicando i macrofagi (cellule spazzino o sentinella) in tutto l'organismo.
Il tasso normale di macrofagi nel sangue, sotto forma di monociti, è del 5% e con l'autoemoterapia alziamo questo tasso al 22% per cinque giorni. Dal 5° al 7° giorno dall’iniezione comincia ad abbassarsi, perché il sangue immesso nel muscolo sta scomparendo. Quando questo si esaurisce del tutto la percentuale di macrofagi torna di nuovo al 5%. Questa è la ragione per cui l’autoemoterapia deve essere ripetuta al massimo ogni sette giorni, per un periodo che varia a seconda delle condizioni della persona.
Qual è il compito dei macrofagi? Queste sono cellule appartenenti alla categoria dei globuli bianchi e svolgono diverse funzioni nella protezione dell’organismo. Eliminano i batteri patogeni, i virus, le cellule tumorali maligne. Fanno una pulizia accurata, eliminando anche i depositi di fibrina che è responsabile del sangue coagulato; per questo motivo ha effetti importanti sulle trombosi venose e sulle placche arteriose. Questo aumento della produzione di macrofagi dal midollo osseo si verifica, perché il sangue iniettato nel muscolo funziona come un corpo estraneo che attiva il sistema immunitario. Nel periodo in cui è presente sangue tra le fibre muscolari, il sistema Immunitario viene attivato.
Qui di seguito gli effetti principali dell’autoemoterapia riscontrati in circa un secolo di pratica:
1) Pulizia di particelle estranee provenienti dal sangue o dai tessuti, tra cui cellule neoplastiche, tossine e altre sostanze tossiche. L’effetto disintossicante di questa pratica è uno degli effetti più interessanti
2) Eliminazione degli ormoni steroidei, che possono trovarsi in eccesso nel sangue, in seguito a stati di forte stress psico-fisico.
3) Rimozione di micro-aggregati di fibrina e prevenzione dei coaguli intravascolari.
(Questo è il motivo per cui l’autoemoterapia può essere utilizzata per prevenire attacchi di cuore e ictus, trombosi cerebrale, perché previene e risolve la formazione di coaguli all’interno dei vasi).
4) L'ingestione di antigeni (pollini ed altro), la loro elaborazione e successiva consegna ai linfociti B e T. (L'antigene è ciò che produce una reazione allergica, quindi vi è una azione importante nel trattamento delle allergie).
5) Biotrasformazione ed eliminazione del colesterolo in eccesso.
6) Metabolismo del ferro e formazione della bilirubina .
7) Metabolismo delle proteine e rimozione delle proteine denaturate (proteine anomale). 8) La disintossicazione e il metabolismo dei farmaci.
Fondamentale il ruolo del sistema reticolo endoteliale nel determinare in modo favorevole o meno la variazione nei processi patologici, dalle malattie infettive, a quelle neoplastiche, alle malattie neurodegenerative e autoimmuni.
Vediamo un ruolo importante di questa metodica in tutte le malattie infettive, batteriche, virali e fungine. Tutte le malattie allergiche: ha un potente effetto sull'asma bronchiale, la rinite allergica, le allergie cutanee, la psoriasi. Le malattie autoimmuni, così comuni oggi, come la malattia di Crohn, la retto colite ulcerosa, la tiroidite autoimmune, la sclerosi multipla e l’artrite reumatoide.
Il primo effetto, percepibile già dopo poche ore dal primo trattamento, è un aumento dell’energia fisica, che spesso si traduce in un miglioramento dell’umore. Particolarmente adatto agli sportivi che vogliono migliorare le loro prestazioni.
Altre patologie che nella pratica medica hanno tratto vantaggio dall’autoemoterapia sono:
• cisti ovariche e mioma uterino (fibroma)
• porpora trombocitopenica
• sclerosi multipla (rallentamento della progressione)
• acne
• gotta
• diabete e sue complicanze
• papilloma virus
• piaghe da decubito
• tonsillite ricorrente
• neoplasie (importante anche come coadiuvante nel caso si debba ricorrere alla chemioterapia).
In particolare, questa pratica viene assolutamente consigliata per chi abbia fatto le vaccinazioni anticovid, allo scopo di disintossicare l’organismo dalla proteina Spyke e ripristinare le migliori condizioni possibili del sistema immunitario, oltre a ridurre o persino annullare eventuali rischi di trombosi e formazione di cisti e tumori.
In tali casi si consiglia questa pratica settimanale per un intero anno, allo scopo di garantire la massima disintossicazione. In altri casi se ne consiglia l’uso per tre mesi, seguiti da una pausa di un paio di mesi. Ad ogni modo la frequenza viene personalizzata in relazione alle patologie presenti. L’autoemoterapia può anche essere praticata come prevenzione in un individuo sano.
L’autoemoterapia non ha alcuna controindicazione.
n.b.: ai giorni nostri è molto pubblicizzata la GAET, ovvero grande autoemoterapia, che oltre ai costi non esigui, non è nemmeno lontanamente comparabile alla cosiddetta “piccola autoemoterapia” fin qui descritta. Mentre nella prima il sangue viene fatto circolare attraverso un’apparecchiatura che lo arricchisce di ozono od ossigeno e quindi sfrutta semplicemente l’effetto antinfiammatorio di questi gas, nel secondo caso è fondamentale l’iniezione del sangue nel muscolo. Questo sangue, come si è detto, viene considerato dal sistema immunitario come un corpo estraneo (quello che succede quando ci procuriamo un ematoma per un trauma), per cui la sua risposta verrà sfruttata per gli scopi sopra illustrati.
https://youtu.be/9hn4Q7gs6Xk?si=Y3Q0ZqtpsgEjwKPz