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Ascorbato di potassio

Nel mese di maggio del 1993 ho conosciuto il prof. Gianfranco Pantellini.

Mi ero recato da lui per avere maggiori informazioni su una sostanza di cui avevo sentito parlare come potente antidegenerativo: l’Ascorbato di Potassio.

Sapevo che aveva compiuto studi approfonditi su questa sostanza e stava avendo risultati molto interessanti in campo oncologico.

Pantellini mi ha ricevuto nel suo studio a Firenze. Il nostro incontro è stato spesso interrotto dallo squillo del telefono. Chiamate da tutta Italia: domande, richieste, conferme di guarigione.

Ero rimasto impressionato dalla cultura scientifica di quell’uomo e soprattutto dalla sua semplicità.                             

Il giorno dopo mi procurai l’Ascorbato di Potassio, convinto dalle sue parole: “caro dottore, i fattori inquinanti che disturbano le nostre cellule e ne provocano la degenerazione sono ormai veramente tanti. Se vuole stare più al sicuro prenda l’Ascorbato due o tre volte a settimana e dopo i 50 anni ne prenda una dose al giorno”.

Dal ’93 prendo regolarmente l’Ascorbato e a tanta gente ho consigliato di prenderlo.

Quattro anni dopo, nel 1997 il professor  Pantellini veniva insignito dell’onorificenza dell’Accademia delle Scienze di Mosca per aver contribuito, con le cure a base di ascorbato di potassio, ad alleviare le sofferenze dei bambini di Chernobyl.

Il meccanismo di funzionamento:

in condizioni normali l’essere umano ha un apporto di ascorbati attraverso l’alimentazione e questi sono sufficienti a garantirgli una immunità nei confronti di una anomalia genetica che gli è propria. Ma in  presenza di fattori inquinanti o tossici o in presenza di stress, anche solo psichico, “saltano” i geni di struttura e gli enzimi non sono più regolabili da questi ascorbati. Quando si stabiliscono queste alterazioni il potassio, all’interno delle cellule, diminuisce ed è responsabile di un invecchiamento di tutto l’organismo e della degenerazione cellulare tipica del cancro.

L’azione della vitamina C (acido ascorbico) è quella di trasportare il potassio all’interno della cellula e ristabilire  così quel delicatissimo equilibrio regolato dalla pompa sodio/potassio. Grazie a questo effetto è possibile contrastare tutti quei fattori degenerativi di cui è stato detto.

L’ascorbato di potassio preserva l’alcalinità dei fluidi corporei e aiuta nella riduzione della pressione sanguigna. Si ottiene per soluzione estemporanea a freddo in acqua dei due composti (acido ascorbico + bicarbonato di potassio), i quali devono essere in forma cristallizzata purissima.

E’ considerato un fortissimo antiossidante. Secondo alcuni studi condotti in Italia e all’estero dai professori Pantellini, Stone, Cameron e Pauling viene ipotizzato l’utilizzo dell’acido ascorbico associato al bicarbonato di potassio quale preventivo, cura complementare o in alcuni casi alternativa di patologie degenerative e immunodeficienze, grazie alla loro spiccata attività antiossidante sui radicali liberi.

La mia esperienza con l’ascorbato di potassio mi ha portato ad osservare, tra i tanti risultati interessanti, che le persone che lo assumono regolarmente non hanno più avuto bisogno di fare il vaccino antinfluenzale perché semplicemente non si sono più ammalate di influenza. E’ inoltre evidente il senso di benessere che si prova dopo soltanto una o due settimane dall’inizio dell’assunzione di questo prodotto.

E’ purtroppo un’utopia pensare a una prevenzione di massa con questa meravigliosa sostanza così semplice e poco costosa; è evidente che quando c’è poco guadagno l’interesse per il prossimo cala in maniera vertiginosa, se non scompare del tutto!

Per quanto mi riguarda invito tutte le persone che conosco a farne uso e a far conoscere l’ascorbato tramite il passaparola.

Come prendere l’ascorbato di potassio: sciogliere a freddo i due componenti (le due bustine) in mezzo bicchiere di acqua, senza utilizzare cucchiaini metallici per miscelare il composto; si consiglia l’uso di palettine in plastica o legno oppure il semplice movimento della mano per smuovere l’acqua nel bicchiere. Quando si scioglie in acqua deve produrre effervescenza. Va assunto a digiuno ed è bene attendere almeno 30 minuti prima di mangiare o prendere bevande. La dose preventiva è di una coppia di bustine 3 o 4 volte a settimana. Dopo i 50 anni o in condizioni di particolare stress o intossicazione si passa a una coppia di bustine al giorno. La dose curativa va da due a tre coppie di bustine al giorno a seconda della gravità della patologia e secondo il parere del medico.

La Fondazione Pantellini, che si trova a Firenze, consiglia inoltre l’uso dell’ascorbato di potassio arricchito di ribosio, uno zucchero semplice, che svolge un ruolo molto importante sul metabolismo cellulare.